Smoking e pc: questa sera c’è “Cavalleria rusticana” su Facebook

“Il Padrino”, parte III. La sequenza clou del film (e della saga) si sviluppa nel teatro Massimo di Palermo. Gli affari della famiglia Corleone arrivano al burrascoso epilogo proprio durante una recita. Il dramma che continua ad andare in scena durante la carneficina perpetrata prima nei palchi e poi sulle scale del Massimo è una trovata da maestro, soprattutto se consideriamo che l’opera in questione è “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, storia siciliana tratta da Verga, con amore, gelosia, senso dell’onore e una tragica sfida a duello come ingredienti principali, capolavoro del Verismo musicale.

“Cavalleria rusticana” è il titolo scelto dal teatro San Carlo di Napoli per inaugurare la complicata stagione operistica 2020-21. Ogni teatro sta studiando nuove formule per sopravvivere alla pandemia, perché lo spettacolo deve pur sempre continuare, e Napoli ha scelto la strada dell’opera in forma di concerto, cioè un’esecuzione integrale con tutti gli interpreti, il coro e l’orchestra, ma la recita si svolge come se fosse un concerto, quindi niente scenografie e ognuno sta fermo al proprio posto. Una scelta che non inficia il godimento dello spettacolo, quando si tratta di opere dalla drammaturgia perfetta, opere che quasi si fanno la regia da sole (passatemi l’espressione) come nel caso di “Cavalleria rusticana”. Bastano sguardi e gesti tra i cantanti per mettere in scena le passioni esasperate di Santuzza (Elīna Garanča), compare Turiddu (Jonas Kaufmann), compare Alfio (Claudio Sgura). Prendete per esempio l’occhiataccia lanciata da Santuzza alla rivale in amore Lola (Maria Agresta) mentre quest’ultima canta frivola “Fior di giaggiolo”.

Lo spettacolo, andato in scena a porte chiuse, è stato trasmesso su Facebook, dove è rimasto disponibile dal 4 al 7 dicembre al simbolico prezzo di 1,09 Euro. Più o meno il costo di un caffè, per godersi lo spettacolo e sostenere lo Spettacolo. Il cast stellare dimostra anche quanti sforzi abbia fatto il San Carlo per produrre un’opera con modalità nuove senza rinunciare alla qualità che ci si aspetta da una “prima” in presenza.

Andare sui social naturalmente vuol dire anche esporsi a un diluvio di commenti, tra elogi e critiche: chi ha chiesto l’estensione di questa modalità anche al post Covid, chi non vuol saperne di pagare con la carta di credito, chi adora Kaufmann, chi punta il dito contro il suo timbro scuro, chi voleva di più, chi voleva di meno. Chi ha raccontato di essersi messo in smoking anche per seguire da casa, chi ha apprezzato il fatto di poter andare all’opera in pantofole e pigiama. Quanto siamo creativi anche rinchiusi tra le mura domestiche.

Lorenzo Crola

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