San Bernardo delle forche, un oratorio da sfogliare

L’oratorio di San Bernardo delle forche si trova su un’altura da cui si gode di una bella vista sulla bella Mondovì. Un tempo però era da Mondovì che si guardava verso quella cappella in collina, meditando su ciò che vi avveniva. Impiccagioni.

Oggi San Bernardo delle forche è diventato uno dei tanti oratori chiusi e impolverati sparsi per il Cuneese, pronti a raccontare storie su storie, se solo li si vuole sfogliare.

Un crocifisso ornato da un rombo di ragnatele, una candela che ha ceduto sotto il suo stesso peso. Tutto sembra testimoniare che quassù si viene ormai raramente a pregare. Eppure un ciclo di affreschi di seicento anni fa continua a insegnarci come farlo correttamente.

LA CAPPELLA SORGE SU UN’ALTURA UN TEMPO DEDICATA ALLE IMPICCAGIONI. LE SUE STORIE RIAFFIORANO ANCHE ATTRAVERSO LE INCISIONI CHE “IMBRATTANO” GLI AFFRESCHI

Un monaco sta pregando: dalla sua bocca si dipartono raggi che vanno a toccare le piaghe di Cristo. È la buona preghiera.  

Anche un laico sta pregando. Le mani sono ipocritamente giunte, ma il pensiero corre ai possedimenti terreni. E così i raggi tradiscono la distrazione: vanno ovunque fuorché verso Cristo. È la cattiva preghiera.

Storie su storie sono anche quelle che possiamo leggere se ci soffermiamo a osservare le incisioni che costellano gli affreschi: croci, stemmi, date, simboli misteriosi, invocazioni, diavoli, impiccati.

Incisioni che oggi costituirebbero una grave violazione del Codice dei beni culturali, ma che un tempo si eseguivano con naturalezza per testimoniare un passaggio, rivolgere una supplica, comunicare un messaggio ai posteri (anche a noi, che li stiamo osservando).  

Storie su storie sono poi quelle del vescovo con una mano che regge una testa (San Grato, che secondo la leggenda ritrovò il capo del Battista), la bella composizione con nonna, figlia e nipotino (S. Anna, Maria e Gesù) e un’altra rarità: ai piedi di una crocifissione un diavolo sta tirando per i piedi un defunto, cercando di portarselo all’inferno.

TRA LE RARITÀ DIPINTE IN QUESTA CAPPELLA, GLI AMMONIMENTI RIGUARDO LA CATTIVA PREGHIERA E UNA SCENA IN CUI UN DIAVOLO CONTENDE UN’ANIMA A CRISTO

La Vergine invece intercede a favore di quest’anima, mostrando al figlio il seno scoperto. Intanto Cristo stacca la mano destra dalla croce e offre il suo sangue chiedendo a Dio Padre di accogliere la richiesta di Maria, la propria madre. Dio risponde che a un simile intercessore non potrebbe mai negare nulla.

Chiudiamo la porta e poi il cancello. L’oratorio torna a custodire le sue storie. Chissà quando qualcuno tornerà a sfogliarlo.   

Lorenzo Crola

19 pensieri riguardo “San Bernardo delle forche, un oratorio da sfogliare

  1. Il seno scoperto è davvero atipico per le pitture religiose, no?

    Anche dalle mie parti ci sono oratori tutti da scoprire, sarebbe sempre bello avere qualcuno con se che ci possa spiegare per bene dipinti e sculture.

    Cambio discorso, sorry: ho appena saputo che a fine anno la Rai trasmetterà una breve serie di 4 puntate basata su “Il giro del mondo in 80 giorni”. Produzione ITA/FRA/GER, si annuncia interessante.

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    1. Ma davvero? Non sapevo nulla di questa serie… non vedo l’ora di gustarmela.

      Per quanto riguarda il discorso del seno, posso dirti che la figura della Madonna che lo mostra è un soggetto abbastanza ricorrente negli oratori che ho visitato (con affreschi del ‘400/’500), appunto perché è un modo con cui “ricorda” a Gesù che è stata sua madre… oppure si trova spesso anche la Madonna che allatta Gesù bambino. Per il resto forse capita Eva a seno nudo e, in effetti, poco altro. Sarebbe un tema interessante da approfondire.
      Comunque sì, sono chiese talmente ricche di storie che richiedono adeguate indicazioni…

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  2. E’ tutto così misticamente bello!!!! Grazie per averci fatto scoprire questi tesori ai più sconosciuti . Spero un giorno di poterci tornare a Mondovì, e non mi farò scappare l’occasione di visitare questo Oratorio di San Bernardo! 🙂

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  3. Grazie per questo e per tutti i tuoi post che ci fanno vedere i tesori del Piemonte, così meravigliosi e così spesso “meravigliosamente” dimenticati. Le storie che chiesette e cappelle ci raccontano attraverso le tue parole sono testimoni della cultura e della storia non solo di una regione ma di tutta una nazione e andrebbero curate e valorizzate molto di più

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  4. Non ho mai visto Mondovì, ma, leggendo questo post, capisco che è un posto interessante. Del resto tutta l’Italia è ricca di testimonianze artistiche preziose: ovunque si vada, si trova qualche particolare interessante. Dispiace molto vedere però che, in alcuni casi, certe opere sono trascurate o poco conosciute; ma per fortuna esistono blog che ce le ricordano. 🙂

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    1. Grazie, Romina. Mondovì è davvero speciale, sicuramente meriterebbe un po’ più di attenzione. Io da quando l’ho scoperta un anno fa ci sono tornato diverse volte perchè ha un territorio piuttosto vasto e ricco di tesori d’arte da scoprire

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