Monumentale Walter Scott

Una volta, parlando dei monumenti di Edimburgo, mi scappò di chiamare “Scotch monument” la tenebrosa struttura neogotica che si staglia lungo la luccicante Prince’s street.

Un mega omaggio alla bevanda nazionale nel cuore della capitale scozzese ancora non è stato pensato, rimane solo un mio fantasioso lapsus.

Invece da quasi due secoli uno dei monumenti simbolo di Edimburgo è lo Scott monument, eretto in omaggio al poeta e romanziere che ha immaginato, descritto, raccontato la Scozia come nessun altro.

Una mega guglia neogotica omaggia l’autore che, con i suoi romanzi, ha creato il mito della Scozia

Se questo paese (anche per noi italiani) rappresenta un mito, in gran parte la “colpa” è di Sir Walter Scott, degli eroi di cui ha narrato le gesta, dei paesaggi e delle tradizioni che ha descritto.

Tutti avrete in mente perlomeno il suo “Ivanhoe”, anche se, tra i tanti suoi romanzi, questo è il titolo di un’opera con cui Scott volle andare oltre la Scozia, narrando una storia del medioevo inglese.

La super guglia è alta circa 200 piedi (ok, vi faccio l’equivalenza per questa volta: 61 m, ma dovete abituarvi alle u.m. locali). Si iniziò a pensare a un monumento a Walter Scott subito dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1832, e si arrivò all’inaugurazione nel 1846, anche grazie a una sottoscrizione pubblica.

Pare che il suo progettista, George Meikle Kemp, si sia ispirato all’abbazia di Melrose, o meglio alle rovine di Melrose che tanto ispirarono lo stesso Scott (e sono state meta della mia ultimissima gita scozzese, prima della serrata causa covid e del mio inopinato rientro in Italia dopo aver vissuto lassù per un anno; a suo tempo ve ne parlerò).

Una struttura ricca e austera, fiammeggiante e tenebrosa. Come tutta Edimburgo

Sotto questa ricca ma anche austera copertura si trova la scultura in marmo che raffigura Sir Scott in compagnia della cagnetta Maida. Ci sono poi le statue di una sessantina di personaggi creati dal nostro autore e quelle di 16 altri poeti e protagonisti della storia scozzese.  Ebbi occasione di ammirare tutto ciò quando mi decisi ad affrontare la scalata del monumento (287 scalini).

Soltanto salendo si ha modo di apprezzare appieno questo monumento, anche se pure da terra, con Scott e Maida sovrastati dall’immensa mole neogotica, ha il suo effetto. Un po’ magico e un po’ cupo, come tutta Edimburgo.

SALENDO SUL MONUMENTO SI PUÒ AMMIRARE LA “OLD TOWN” CON LE MONTAGNE ALLE SPALLE.
È L’UNICO CASO IN CUI MI È CAPITATO DI VEDERLA CON QUESTO SFONDO
LA VISTA VERSO PRINCE’S STREET
LA VISTA VERSO IL BALMORAL HOTEL

Lo Scott Monument mi è sempre parso anche un grande omaggio alla letteratura, perché riconosce a uno scrittore un ruolo chiave nella storia di un Paese e nella formazione della sua cultura. È un po’ come se a Milano in piazza Duomo ci fosse la statua di Manzoni, anziché quella di Vittorio Emanuele II.

Lorenzo Crola

20 pensieri riguardo “Monumentale Walter Scott

  1. “Ivanhoe” lo ricordo molto bene, è stato uno dei miei libri preferiti da ragazzina. Quanto mi hanno fatto sognare le sue avventure!!! Invece del suo autore sapevo ben poco. Ti ringrazio per aver riempito questa lacuna!

    Che splendida visione hai potuto godere salendo sul monumento! Immagino come ti manchi Edimburgo e tutta la Scozia. Ti auguro che i tuoi desideri si avverino quanto prima, così potrai raccontarci qualche altra bellezza scozzese!!!! 🙂

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  2. Ciao Vittoria, mi fa sempre piacere leggere i tuoi commenti! Pensavo proprio di fare qualche articolo in particolare sulla figura di Walter Scott per approfondirne qualche aspetto, visto quanto è sfaccettata. Mi incoraggi a proseguire in questa direzione 🙂

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  3. Ho già in mente un paio di viaggi in nord europa che ho sospeso causa Covid.
    Se il problema persiste anche l’anno prossimo, nel senso della pericolosità di andare in certe nazioni, credo che programmerò un giro della Scozia.
    Grazie per foto e descrizioni.

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      1. Negli ulti 2-3 anni avevo già pianificato (penso tu ormai abbia capito quanto io sia meticoloso ed organizzato in ogni cosa faccia) ben 2 viaggi in Nord Europa.

        Il primo era praticamente già fatto: Vilnius, Riga, Tallinn, Helsinki.
        Già trovati voli, alberghi, traghetto… poi è arrivato il Covid.

        Il 2° viaggio, anch’esso saltato, riguardava un giro in auto per la Danimarca, poi Copenhagen, Malmoe, Stoccolma.

        Spero un giorno di poterli fare entrambi.

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      2. Piacerebbero anche a me, mi manca quasi tutto il Nord Europa… Ne ho avuto un assaggio appunto in Scozia e sento il bisogno di scoprirlo tutto. Ci vuole pazienza, ma torneremo a viaggiare (e magari a fare la guida!).

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