Se sono mucche scozzesi, il filo spinato lo usano per grattarsi

L’incontro più memorabile fu nei pressi di loch Laggan, durante il viaggio di ritorno da un tour delle Highlands, a febbraio 2020.

Era una di quelle giornate nevose in cui le traversate delle Scozia, già normalmente magiche, diventavano semplicemente fatate.

Mi capitava spesso di condurre quei tour, che erano in realtà esperienze tra spazi sconfinati. Ore e ore di marcia tra natura, sparuti villaggi e qualche recinto, compresi quelli delle inconfondibili hairy coo, la più famosa razza bovina indigena, ben equipaggiata per quei rigidi climi.

Ricordo uno scenario incantato in cui quella volta ci fermammo per una sosta straordinaria, d’obbligo considerata la straordinarietà della scena.

Alcune di quelle mucche, in tutta la loro eleganza, si aggiravano tra ghiaccio e neve, incuranti delle intemperie.

Le mucche delle Highlands (ovvero degli “altipiani” scozzesi) sono proprio così: il gelo ha poco effetto su di loro. Si sono adattate con il loro lungo e folto pelo ai rigidi climi del nord Europa.

Oggi vengono allevate  persino in Alaska, oltre che in Australia, Sud America e, dalle nostre parti, in Trentino-Alto Adige, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta.

LA NECESSITà DI DIFENDERSI DA FREDDO E INSETTI HA CONFERITO ALLA RAZZA HAIRY COO UN FASCINO SENZA PARI

Hairy coo o mucche delle Highlands: chiamatele come preferite, sono sempre sinonimo di eleganza.

Quel pelo sempre scompigliato dall’immancabile vento scozzese le rende al tempo stesso tenere e forti, spettinate e dolcissime.

Ma non è appunto solo una questione di estetica: oltre a proteggerle dal freddo, il pelame (di varie tonalita, dal rossiccio al nero) serve anche a difenderle dagli insetti.  

Le  ampie corna, dette “a lira”, fanno desistere purtroppo dall’accarezzarle.

Eppure, complice il carattere mite, è forte la tentazione di andare a toccarle. Cosa che una volta vidi fare a un turista che voleva farsi fotografare vicino a uno di questi bovini, in un’insulsa prova di coraggio.

La mucca, decisamente più dotata quanto a intelligenza, si allontanò.

Un altro incontro ravvicinato mi capitò a Fort August, sulle rive di loch Ness, la tappa principale del tour.

NONOSTANTE IL CARATTERE MITE, è BENE RESISTERE ALLA TENZAZIONE DI ACCAREZZARLE. IL PROBLEMA è COSTITUITO DALLE AMPIE CORNA A LIRA

Qui una volta mi ero deciso a fotografarle. Dopo un lungo e infruttoso appostamento, le presi per fame: mi misi vicino nei dintorni della mangiatoia e aspettai che venissero a nutrirsi. In quell’occasione scoprii per altro che per loro il filo spinato è solo uno strumento per grattarsi.

A Kilmahog invece erano vere e proprie star: un paio di esemplari stavano in un recinto accanto alla caffetteria dove si fermavano quasi tutti i gruppi in tour. Penso fossero gli animali più fotografati al mondo. Impossibile resistere.

Lorenzo Crola

28 pensieri riguardo “Se sono mucche scozzesi, il filo spinato lo usano per grattarsi

      1. Esatto, era l’aggettivo che dovevo usare nell’articolo 😀 tra l’altro qui ho visto che glielo accorciano un po’ il pelo, almeno nel caso di quelle che ho visto in foto scattate da amici d’estate… con tutto il pelame sono irresistibili!

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  1. Sì, è vero, sono “pucciose” e fanno un po’ tenerezza. Io le adoro, le mucche, perché guardandole provo sempre un gran senso di pace. 😀 Queste, poi, così pelose sono una delizia.
    Il tuo racconto è emozionante, si capisce che quest’esperienza ti ha coinvolto molto sul piano emotivo.

    Piace a 1 persona

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