Greyfriars kirkyard, un cimitero per i vivi

Scoprii il cimitero di Greyfrairs, a Edimburgo, in una ventosa giornata di febbraio dal cielo tormentato. Rami nudi e spettrali si agitavano incorniciando la vista sul castello e la maestosa George Heriot’s School.

L’impressione era di essere in un parco che attendeva il risveglio, protetto da una solida recinzione e case in pietra.

L’IMPRESSIONE È DI ENTRARE IN UN PARCO, DOVE NON È RARO TROVARE SCOZZESI A PASSEGGIO COL CAFFÈ. E QUALCUNO CI PIAZZA PURE LA TENDA…

Solo successivamente feci caso alle lapidi disseminate nel prato, poi alle tombe monumentali, spesso corrose dal tempo.

Al centro si trova la gloriosa chiesa di Greyfriars, dove nel 1638, epoca di feroci lotte religiose, i sostenitori della Chiesa presbiteriana di Scozia riaffermavano la loro indipendenza con un patto noto come National Covenant.

La vista di quelle case è quindi una vista sul cimitero. Ma un cimitero di concezione tutta britannica, con quel legame speciale con i defunti di matrice celtica.

Campo di sepoltura sì, ma in pieno centro e vissuto proprio come un luogo per passeggiare tranquillamente stando vicini ai propri cari. Capita di vederci passare gli scozzesi con il cane, il passeggino o un caffè. Per un certo periodo vidi pure una tenda da campeggio, piazzata e frequentata (giuro!).

La prima volta che vi entrai fu in compagnia di un collega che doveva insegnarmi a fare il tour del centro storico di Edimburgo, prima mansione del mio nuovo lavoro in Scozia come guida turistica.

STORIA E CULTURA SCOZZESE, CON UNA MATRICE CELTICA ANCORA AVVERTIBILE, TROVANO IN QUESTO LUOGO UN’ECCEZIONALE SINTESI

Essendo particolarmente sensibile al fascino dei cimiteri, era un “piacere” svolgere buona parte di quel tour in un luogo dove storia e cultura scozzese trovano un’eccezionale sintesi.

L’area di Greyfriars kirkyard ha visto sorgere anche uno dei primi campi di concentramento della storia: vi si trovava la terribile prigione dei covenanters (i sottoscrittori del patto in difesa della Chiesa di Scozia).

E poco lontano da quel “campo maledetto” è sepolto proprio il loro persecutore, George “Bluidy” Mackenzie, col suo fantasma che ancora si aggirerebbe.

LA TOMBA DI GEORGE “BLUIDY” MCKENZIE

Questo cimitero, con tutte le sue suggestioni, può essere ammirato anche sorseggiano un tè presso la Elephant House, una caffetteria in cui si rifugiava J.K. Rowling, che prese ispirazione dalle tombe di Greyfriars per alcuni personaggi della saga-che-non-voglio-nominare  (il più famoso è Tom Riddle, da cui deriva colui-che-non-si-può-nominare).

Per altro Riddle sta sepolto in un punto decisamente angusto, dove tuttavia mi capitava di dover accompagnare alcuni irriducibili fan.

Tra i sepolti illustri di Greyfriars c’è anche un cane, ma di questa commovente storia sarà meglio che vi parli in un altro articolo…

Tornando alle tracce della storia, non si può non notare una gabbia metallica, accanto alla chiesa:  trattasi banalmente di un dispositivo contro la violazione delle tombe, ideato quando trafugare e vendere cadaveri alla facoltà di medicina era un affare per guadagnarsi da vivere. 

NON MANCANO NATURALMENTE STORIE DI FANTASMI, TRA CUI QUELLA DEL “SANGUINARIO” MCKENZIE. E SE OSSERVATE BENE, TROVATE PURE L’ANTIFURTO PER TOMBE

Potete capire quindi come mai Greyfriars kirkyard fosse (e spero stia tornando a essere) un cimitero molto frequentato sia da turisti, sia da locali.

La visita più strana, surreale è stata l’ultima, quando ho detto addio alla Scozia per il ritorno forzato in Italia causa Covid. Volevo fare un ultimo giretto e non c’era più nessun turista, pochissimi locali.

Se non ci sono vivi tra i morti, non è un cimitero.

Lorenzo Crola

17 pensieri riguardo “Greyfriars kirkyard, un cimitero per i vivi

    1. Ti ringrazio. Alcune foto sono alla buona eh… scattate appunto durante i tour di formazione col collega o cogliendo attimi speciali al volo, col cellulare. D’altra parte è un luogo che cambia molto col variare delle condizioni climatiche e in Scozia il tempo cambia in fretta 🙂

      Piace a 1 persona

  1. Ho ottime notizie da riferirti.
    Forse ti ricordi, forse no
    😀
    Che tempo fa ti dicevo che avevo intenzione di andare in Scozia. Avevo letto della tua esperienza scozzese, ed in effetti la voglia l’avevamo anche noi.
    Ebbene: ho prenotato. Io ed MDM (Mia Dolce Metà) trascorreremo 2 settimane in giro, facendo un percorso orario partendo da Glasgow ed arrivando a Edinburgh. Non vedo l’ora arrivi agosto!

    Piace a 1 persona

      1. Per il cibo, ti consiglio i pub, si possono mangiare dei bei piattoni senza pressi esosi.
        Hai già guidato da quelle parti? In effetti girare con la propria auto di dà la possibilità di goderti quei paesaggi incantati come preferisci…

        Piace a 1 persona

      2. Ho guidato per 14 giorni in Irlanda pochi anni fa, e non ho avuto particolari difficoltà.
        Per il cibo… vediamo.
        Devo trovare assolutamente il modo di spendere il meno possibile.
        Per esempio ora mi sto informando su tutto ciò che si può vedere e visitare gratuitamente.

        Piace a 1 persona

  2. Bellissime foto e bellissimo racconto. Non vedo l’ora di leggere la storia del cane.

    Sai che, a mio parere, è giusto che ci sia questa “mescolanza” fra vivi e morti? Passeggiare fra le tombe e considerarlo normale, oltre che rilassante, è segno di grande umanità. I morti sono il nostro passato e la ragione per cui noi ora siamo qui, per cui meritano la nostra attenzione. Non mi rende triste passeggiare fra le tombe e lo trovo molto romantico.
    Poi l’istinto mi dice che i morti “vogliono” essere ricordati. Certo, è una mia sensazione puramente soggettiva, del tutto personale, ma non riesco a fare a meno di pensarlo.

    "Mi piace"

  3. Interessante il tuo post! Guardando le tue foto con le tombe grigie in mezzo al verde, la vita della gente in mezzo alla morte, mi e’ venuto in mente il tuo commento al mio post sul cimitero di Okuno-in. Sono tanto diversi e tanto simili, questi due cimiteri.
    Che bello un cimitero fruito come parte del proprio mondo. Quasi come se fosse la vita a determinare lo status di cimitero e viceversa, come sottolinei tu nel finale.
    Ovviamente aspetto la storia del cane!

    Piace a 1 persona

    1. Ahah, ok, la devo anche a te allora… d’altra parte Bobby è un pezzo di storia di Edimburgo, ne devo parlare.
      Trovo sempre interessanti queste somiglianze culturali tra posti così distanti geograficamente. Chissà, probabilmente sono risposte simili a esigenze umane comuni a tutti, come appunto il bisogno di sentire vicini i propri defunti

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: