Così transita la gloria di una chiesa abbaziale

Abbadia Cerreto è la prima località del Lodigiano che vi racconto da quando mi sono trasferito da queste parti.

Il fiume Adda separa questo lembo di campagna dal resto della sua provincia, proiettandolo verso il Cremasco.

Proprio questa posizione di confine ha fatto sì che Milano e Venezia, tra ‘400 e ‘500, trovassero anche qui un terreno di scontro.

Oggi invece Abbadia Cerreto è un tranquillo Comune di duecento abitanti.

Ci si arriva dopo qualche chilometro di strada fra campi, rogge, cascine e ruderi di cascine. Una dimensione che mi riporta col pensiero a Castelnuovo di Ceva, il micro centro delle Langhe che ispirò il primo articolo di questo blog.

In entrambi i casi, un piccolissimo mondo che ti incanta per l’isolamento dai nostri frenetici ritmi iperconnessi e l’inaspettata bellezza che custodisce.

Mi immagino gli abitanti di Abbadia Cerreto rannicchiati attorno ai funghi riscaldanti per assistere alle funzioni invernali nella loro chiesa parrocchiale.

Non deve essere semplice percepire del tepore in uno spazio così arioso, delimitato da volte e pareti smisurate.

INIZIO A RACCONTARVI IL LODIGIANO PARTENDO DA UN’ABBAZIA CIRCONDATA DA UN MICRO COMUNE DI CAMPAGNA. UNA DIMENSIONE COSÌ LONTANA DAL NOSTRO MONDO IPERCONNESSO

Parte del fascino di questa chiesa proviene dagli elementi architettonici in mattoni rossi che si stagliano su un bianco rivestimento e dialogano con il pavimento in cotto, creando un accogliente effetto cromatico.

Se poi passate di qui nel pomeriggio, meglio verso il tramonto, vedrete entrare dall’antico portale una lama di luce che sembra incarnare quella spiritualità che si viene a cercare in questi luoghi.

Stando sulla soglia sembra di poter leggere una poesia scritta da luce e ombra.

I massicci pilastri con capitelli cubici arrotondati danno al tempo stesso un senso di solidità e semplicità, quasi austerità, interrotto da preziosi inserti rinascimentali e barocchi. Un delizioso contrasto frutto dell’avvicendarsi di gusti diversi nella storia di questo edificio.

È piacevole anche perdersi tra navate e navatelle, differenziate dal differente ritmo delle arcate (a ogni campata centrale ne corrispondono due laterali).

SEVERITÀ DELLA STRUTTURA E INSERTI BAROCCHI, APPARENTEMENTE CONTRASTANTI, SONO IN REALTÀ FONTE DI ULTERIORE FASCINO

Fondata nell’XI secolo, questa chiesa era al centro di un’abbazia benedettina poi passata ai cistercensi.

Entrambi gli ordini resero il Cerreto un florido centro monastico. Tuttavia, passano i secoli e i monaci diventano sempre più rari. Progressivamente la chiesa abbaziale diventa semplicemente parrocchiale e il resto del complesso sparisce o quasi.

STANDO SULLA SOGLIA DELL’ANTICO PORTALE, SEMBRA QUASI DI POTER LEGGERE UNA POESIA SCRITTA DA LUCE E OMBRA

Così oggi Abbadia Cerreto si ritrova una chiesa spropositata rispetto al minuscolo centro rurale che la ospita.

All’inizio si resta sorpresi da tutto questo spazio dedicato alla meditazione. Ma ancora una volta è proprio il contrasto a creare il fascino del luogo.

Lorenzo Crola

Se volete rileggere il primo articolo di questo blog e confrontare Abbadia e Castelnuovo:

https://phileasfogg2020.com/category/in-viaggio/page/3/https://phileasfogg2020.com/category/in-viaggio/page/3/

16 pensieri riguardo “Così transita la gloria di una chiesa abbaziale

  1. A parte la bellezza di questa Abbazia, quello che mi colpisce è la tua bravura nel raccontarcela, la dovizia di particolari e il linguaggio decisamente poetico , per niente pedante. Sei bravissimo. Immagino quanti ti abbiano amato i tuoi studenti quando spiegavi loro qualcosa!!! 🙂

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    1. Ti ringrazio tanto, Vittoria, i tuoi commenti per me sono sempre molto incoraggianti. In effetti mi manca tanto il rapporto con gli alunni, riuscire a raccontare o a trasmettere la bellezza di questi luoghi è davvero un’attività che mi entusiasma

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      1. ti ringrazio, diciamo che il racconto nasce già quando visito, di solito scatta già lì l’idea di scrivere qualcosa e non succede in tutti i luoghi che vado a scoprire

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    1. Non mancano nemmeno queste cose… in questa chiesa ci sono affreschi più tardi rispetto alla struttura che raffigurano personaggi ed episodi legati credo agli ordini monastici dell’abbazia. Sarebbe interessante approfondire perché in effetti non penso che siano storie molto note

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  2. Hai descritto così bene questo luogo che spero di poterlo visitare prima o poi. È così piacevole e interessante leggerti che quando arrivo alla fine dei tuoi articoli rimango male perché vorrei continuassero. Se un giorno scriverai un libro lo leggero’ d’un fiato.
    P.s. Vorrei essere un tuo studente😊🤗

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    1. Grazie mille Doriano, è un piacere per me leggere il tuo commento! Cercherò almeno di continuare a scrivere articoli… ogni tanto penso anche a un libro ma forse dovrei scrivere qualcosa di diverso, gli articoli per il blog sono molto legati alla forma on line. Ci devo pensare…

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